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Help Line e Covid: tre psicologi dedicati

Il Covid-19 colpisce anche la psiche di pazienti e sanitari, l’Help Line li aiuta.

L’Help Line è un servizio di telemedicina in psichiatria attivato grazie al sostegno di Fondazione Spedali Civili di Brescia. La grave emergenza sanitaria causata dal Covid ha determinato situazioni di forte stress psicologico, fino addirittura a slatentizzare veri e propri disturbi e patologie. La ricerca scientifica in occasione di altre epidemie (Ebola, Sars, Mers, H1N1) ha, infatti, evidenziato quanto gli effetti di un’emergenza sanitaria possano essere particolarmente duraturi nel tempo. Si tratta di un supporto indirizzato in prima battuta ai pazienti colpiti dal Covid-19, ai loro famigliari e agli operatori sanitari, ma che è diretto a tutta la popolazione. Grazie a Fondazione sono stati ingaggiati tre psicologi-psicoterapeuti, per 25 ore settimanali per 24 mesi a partire dal 1° di ottobre 2020. Due di loro saranno operativi in altrettanti Centri psico-sociali del territorio, mentre il terzo lavorerà all’interno degli Spedali Civili. Lo sportello di Help Line è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17. I recapiti telefonici sono: 333.6170344, per il territorio che fa riferimento agli Spedali Civili; 1° Cps: 334.1538938; 3°CPps: 334.1538911; 2° e 4° Cps:334.1538955.

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Gli effetti del Sars-CoV-2 sull’endotelio

Il virus colpisce anche il tessuto endoteliale, una ricerca ne studia i meccanismi

E’ partito lo studio per verificare la possibilità di usare particolari farmaci per inibire uno degli effetti più pericolosi dell’infezione da Sars-Cov-2, l’infiammazione del tessuto endoteliale, che riveste tutti i vasi dell’organismo umano. La ricerca è condotta dall’Asst Spedali Civili di Brescia in collaborazione con l’Università di Brescia, l’Università di Verona e Ifom (Istituto Firc di Oncologia molecolare), principal investigator è Camillo Almici, direttore del Servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell’Asst Spedali Civili. L’obiettivo è capire i meccanismi fisiopatologici studiando le caratteristiche biologiche e molecolari delle cellule endoteliali che circolano nel sangue dei pazienti e di quelle che partecipano alla formazione dei vasi sanguigni (progenitori endoteliali) per testare potenziali trattamenti così da ripristinare la corretta funzionalità endoteliale. Le cellule endoteliali circolanti rappresentano una rara sottopopolazione cellulare presente nel sangue periferico, in condizioni normali queste si staccano dalla parete dei vasi per essere sostituite da nuove cellule. Il distacco può avvenire, però, anche come conseguenza di un danno vascolare che è ciò che accade nei pazienti malati di Covid-19, come è stato dimostrato da recenti studi. Il progetto analizzerà e conterà le cellule dei pazienti malati di Covid-19, dal loro studio in colture in vitro sarà possibile valutare quale sia il loro comportamento nella formazione di nuovi vasi comparandolo con l’analoga attività di soggetti sani. Sarà anche possibile verificare la loro risposta ai trattamenti che verranno testati. Se i risultati saranno quelli attesi sarà possibile aprire un nuovo fronte di interventi contro il Covid-19.

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Si studiano le aritmie collegate al Covid

E’ in corso lo studio per determinare le aritmie in pazienti che hanno avuto il Covid

«1000 ritmi del cuore» è uno studio il cui primo obiettivo è la determinazione della prevalenza di aritmie sintomatiche e asintomatiche nei pazienti dimessi dalla cardiologia colpiti da Covid-9. Ulteriori Obiettivi sono poi la stima dei pazienti con fibrillazione atriale non riconosciuta e la caratterizzazione completa di tutte le aritmie cardiache che potrebbero essere rilevate durante il monitoraggio. Coordinatore dell’indagine è il professor Antonio Curnis, responsabile del laboratorio di Elettrofisiologia degli Spedali Civili. Per questo progetto Fondazione Spedali Civili ha acquistato un consistente numero di dispositivi Holter che, a differenza di quelli consueti, sono in grado di misurare, nelle 24 ore, anche pressione sanguigna e apnee notturne. Il RootiCare, questo il nome dell’apparecchiatura, presenta, inoltre, altri vantaggi: ridotte dimensioni (2×6 centimetri) e nessuna necessità di elettrodi collegati a cavi, si posiziona semplicemente sul torace con due piccoli adesivi. Oltre ai risultati dell’Holter si dà la possibilità ad un certo gruppo di persone di essere richiamate in ospedale per essere sottoposte ad un monitoraggio che diventa una sorta di follow up della malattia Sars-Cov-2.

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CoronAID-Iperimmuni per i geni immunoglobulinici

Creare la più estesa libreria oggi disponibile di geni immunoglobulinici è l’obiettivo dello studio

Il progetto CoronAId-Iperimmuni ha l’obiettivo di generare la più estesa libreria oggi disponibile di geni immunoglobulinici diretti contro il virus SARS-CoV2 ottenuta da linfociti B di donatori di plasma iperimmune, che sono selezionati dai convalescenti da infezione con SARS-CoV2. La tesi che sta alla base della ricerca è che, una volta sintetizzati, questi anticorpi potrebbero essere replicati in grandi quantità in laboratorio ed eventualmente infusi nei malati, così da ‘aiutare’ il sistema immunitario a combattere l’infezione. Guidato da Stefano Casola, principal investigator di Ifom (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare) e fra i maggiori esperti internazionali nello studio dei linfociti B, il progetto vede la stretta collaborazione con gli Spedali Civili e l’Università di Brescia. Nel team ci sono, infatti, Camillo Almici, direttore del Servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell’Asst Spedali Civili, e Raffaele Badolato, direttore della Scuola di specializzazione di Pediatria dell’Università di Brescia ed esperto di studi delle basi cellulari dei difetti immunitari di pazienti con immunodeficienze congenite.

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20 posti letto di terapia intensiva

Grazie alle donazioni ricevute siamo stati in grado di offrire agli Spedali Civili nuovi letti di terapia intensiva

Durante la prima e più critica fase dell’emergenza determinata dalla pandemia del virus Sars-Cov2 è stata finanziata la realizzazione di 20 posti di terapia intensiva, in 3 diversi reparti degli Spedali Civili. Sono state inoltre acquistate una serie di apparecchiature: 1 centrifuga per il laboratorio di diagnostica ospedaliera; 2 dermoscopi che consentono di visualizzare su schermo la pelle del paziente mantenendo la giusta distanza di sicurezza anti-Covid; e per l’ospedale di Montichiari: 1 cappa a flusso laminare per il laboratorio di analisi, 2 monitor, 5 pulsossimetri, 1 sonda cardiologica, 500 maschere respiratorie.

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Un robot per preparare farmaci

Si chiama APOTECAchemo ed è un processo automatizzato che consente di migliorare tracciabilità e precisione

Fondazione Spedali Civili grazie al sostegno di UBI Banca e di Confindustria Brescia ha dotato la Farmacia centrale dell’Asst Spedali Civili di un sistema robotizzato, APOTECAchemo, che ha automatizzato il processo di preparazione dei farmaci per la chemioterapia, migliorando la tracciabilità, la precisione e la sicurezza delle operazioni.

Il macchinario gestisce l’allestimento dei farmaci antiblastici per pazienti oncologici adulti e pediatrici degli Spedali Civili e degli ospedali dei Bambini, di Gardone Val Trompia e Montichiari. Il sistema è in grado di pesare i principi attivi e le soluzioni, ricostituendo farmaci in polvere. Tutto il processo è automatizzato: riconoscimento dei prodotti, pesatura, lettura dei codici a barre ed etichettatura.

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