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La pappa più buona che c’è.

L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Brescia sostiene la Fondazione Spedali Civili nel progetto “La pappa più buona che c’è” per l’Ospedale dei Bambini.

I neonati prematuri e quelli con altre problematiche necessitano di un’alimentazione estremamente precisa in cui non sono ammessi errori. L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Brescia partecipa alla raccolta fondi per la realizzazione degli ambienti indispensabili per ospitare un macchinario speciale in grado di preparare le diverse pappe in modo rigoroso, accurato e sicuro al 100%. I più piccoli meritano la nostra più grande attenzione.

Per la tua donazione IBAN: IT 87 U 08676 11202 000000262000 Banca BCC del Garda.

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Tra paura devozione e scienza

In collaborazione con l’Archivio di Stato di Brescia si segnala il progetto espositivo “Tra paura devozione e scienza”. Si segnalano inoltre questi cicli di conferenze dal titolo i venerdi della cura dedicati al nostro Ospedale.


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Il video del convegno Sanità e futuro

Il video del convegno Sanità e futuro: l’esperienza di Scala 4.0 tra emergenza, scienza e innovazione.

Guarda il video del Convegno Sanità e Futuro: l’esperienza di Scala 4.0 tra emergenza, scienza e innovazione.

 

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Una mano cura l’altra, lo spot in TV

È in onda su Teletutto lo spot della nuova campagna 5×1000 «Una mano cura l’altra» di Fondazione Spedali Civili.

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Il coraggio e la passione – Brescia e il Covid-19

È il titolo del libro, edito con il sostegno di Fondazione Spedali Civili Brescia, che raccoglie sessanta testimonianze di questo drammatico periodo. Il volume, un prezioso documento per non dimenticare, verrà presentato giovedì 23 alle 18.00 all’Auditorium San Barnaba. L’intero ricavato andrà a favore dell’associazione «Un medico X te».

Sessanta testimonianze, sessanta voci che, ognuna dal proprio punto di vista e con le proprie parole, raccontano i drammatici giorni che ci hanno accompagnato in questi mesi. Non solo medici, infermieri o persone che fanno parte del mondo della sanità, ma anche chi per altre ragioni, professionali o volontarie, incontra le fragilità che questa pandemia ha reso ancor più evidenti. Sono le testimonianze raccolte da Francesco Puccio nel libro «Il coraggio e la passione – Brescia e il Covid-19» pubblicato da Marco Serra Tarantola Editore, grazie al sostegno di Fondazione Spedali Civili. 382 pagine, corredate dagli scatti di Filippo Venezia e Rolando Giambelli, dense di emozioni e riflessioni, a tratti commoventi, sempre lucide. «Non possiamo, non dobbiamo dimenticare», scrive Marta Nocivelli, presidente di Fondazione Spedali Civili. «Non possiamo far finta di nulla, riprendere la nostra consueta vita interrotta a febbraio 2020, cancellando i mesi di marzo, aprile e maggio», prosegue. «Anche per questo – sottolinea oggi la presidente – ci è parso importante far sì che questo volume potesse vedere la luce. E’ una preziosa testimonianza, per la quale ringrazio Francesco Puccio e tutti coloro che hanno voluto aderire alla sua richiesta di stendere sulla carta ricordi e pensieri di questo doloroso periodo». Francesco Puccio, già direttore del Dipartimento di Chirugia dell’Ospedale di Desenzano scrive: «La Pandemia da Sars-Cov-2, nella sua drammaticità, ha fatto emergere con forza, in modo diffuso e naturale, questo intreccio empatico che è parte fondamentale e costituente dell’essere medico: sono convinto che tutta questa vicenda, a tratti violenta e, per molti versi ancora sconosciuta, ci lasci, dal punto di vista umano e professionale, una preziosa eredità che i giovani medici e l’Università potranno e dovranno utilizzare nell’insegnamento della medicina come “scienza dell’uomo” prima che della tecnologia». L’intero ricavato dalla vendita sarà devoluto in beneficenza all’associazione «Un medico X te».

Il volume verrà presentato in un incontro pubblico giovedì 23 luglio alle 18.00 all’Auditorium San Barnaba. Sono previsti gli interventi di: Emilio Del Bono, sindaco di Brescia; Marta Nocivelli, presidente Fondazione Spedali Civili; Francesco Puccio, presidente associazione «Un medico X te»; Marco Trivelli, direttore generale Welfare Lombardia; Maurizio Tira, rettore Università degli Studi di Brescia; Claudio Sileo, direttore generale Ats Brescia; Massimo Lombardo, direttore generale Asst Spedali Civili; Ovidio Brignoli, medico di medicina generale; Rosaria Avisani, ispettrice infermiere volontarie Croce Rossa; Candida Chiecca, infermiera coordinatrice Spedali Civili.

 

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Raccolta straordinaria di sangue grazie a Fondazione Spedali Civili Brescia

Chiamate dirette ai donatori, incremento degli operatori sanitari, valutazione di nuovi donatori. Con un contributo di 70mila euro la Fondazione ha consentito all’Avis provinciale,
 in coordinamento con il Servizio Immuno-trasfusionale del Civile, di rispondere alla carenza di sangue.

650 unità di sangue intero raccolte a Brescia, 470 quelle arrivate dalle unità di raccolta di 7 paesi della provincia (Barghe, Gardone VT, Quinzano, Urago, Rodengo Saiano, Calvisano e Adro) in aggiunta alle consuete donazioni. Sono alcuni dei numeri delle sedute organizzate nelle ultime settimane dall’Avis Provinciale di Brescia per la raccolta di sangue, grazie a un contributo (70 mila euro) arrivato dalla Fondazione Spedali Civili Brescia, presieduta da Marta Nocivelli. Il Servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell’ASST Spedali Civili, diretto da Camillo Almici, che è centro di lavorazione e validazione per l’intera provincia di Brescia, tratta ogni anno tra le 35mila e le 40mila unità di sangue intero. Anche se con la pandemia si sono ridotte drasticamente tutte la attività chirurgiche di routine e perfino le trasfusioni per chi ha cronicamente bisogno di sangue, verso l’inizio di aprile le scorte hanno cominciato a scarseggiare per la parziale ripresa delle attività chirurgiche, la richiesta di sangue anche per i pazienti Covid e, in parallelo, il drastico calo delle donazioni. «Occorre precisare – sottolinea Almici -, che non c’è mai stato alcun rischio per la garanzia del necessario supporto trasfusionale ai pazienti, ma era obbligatorio incrementare le nostre scorte di unità a disposizione. Va detto che il sangue è un bene deperibile, che ha una durata massima di 42 giorni, quindi da un lato dobbiamo sempre essere certi di non sprecarne, ma dall’altro è fondamentale avere a disposizione le corrette riserve». Da qui la necessità di incrementare la raccolta. «Il lockdown aveva praticamente bloccato i consueti appuntamenti, ma la necessità di sangue tornava ad essere pressante. Così quando siamo stati interpellati dall’Avis provinciale – ricorda Marta Nocivelli – la Fondazione ha subito accolto la sua richiesta di aiuto. Occorreva contattare i donatori, aumentare il numero di operatori sanitari e mettere in atto tutte le misure di prevenzione perché le donazioni potessero avvenire in totale sicurezza». Grazie al sostegno economico di Fondazione Spedali Civili Brescia, dunque, l’Avis ha così potuto partire con una serie di azioni. «Dall’11 maggio il nostro personale – spiega Gabriele Pagliarini, presidente dell’Avis bresciana – si occupa di effettuare direttamente le chiamate ai donatori dell’hinterland, anche basandosi sul bisogno di diversi gruppi sanguinei. Stiamo, poi, organizzando numerose sedute per la valutazione di nuovi donatori o per la ripetizione di esami, interventi che, sebbene non abbiano ricadute immediate, ci permetteranno nei prossimi mesi di allargare la base dei donatori disponibili». Sette le sedute organizzate (Brescia, Quinzano, Adro, Barghe, Gardone VT, Rodengo Saiano e Bagolino) che hanno permesso di sottoporre all’esame di idoneità ben 427 persone. I prossimi appuntamenti per gli aspiranti donatori, sempre in fascia serale dalle 17 alle 20, sono: a Brescia (25 giugno e 1 luglio), a Calvisano (25 giugno) e a Travagliato (1 luglio). Proseguono anche le chiamate dirette ai donatori, con sistema di prenotazione, in accordo con il Simt degli Spedali Civili. «La costante collaborazione con l’Avis – conclude Almici – ci consente di programmare le donazioni in base alle reali necessità di un bene così prezioso, la cui raccolta è possibile grazie alla generosità di tanti nostri concittadini».

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20 posti di terapia intensiva, macchinari e progetti post Covid

Sono alcuni dei primi interventi che Fondazione Spedali Civili ha potuto fare grazie ai 4 milioni e mezzo di donazioni fino ad ora raccolti

L’emergenza legata al Covid 19 non è purtroppo ancora finita, anche se, grazie alle molte misure adottate, i numeri si sono drasticamente ridimensionati. Brescia resta ancora una delle città che ha pagato e sta pagando uno dei più pesanti tributi a questa pandemia. Per questa ragione, lo scorso 9 marzo, Fondazione Spedali Civili ha lanciato una raccolta fondi che ad oggi, perché i contributi piccoli e grandi continuano ad arrivare, ha raggiunto la cifra di 4 milioni e mezzo di euro.

Una somma che ci ha permesso di realizzare numerosi interventi tutti ugualmente importanti e significativi. Nell’immediatezza della fase più critica abbiamo finanziato la realizzazione di 20 posti di terapia intensiva, in 3 diversi reparti degli Spedali Civili. Sono state acquistate una serie di apparecchiature: 1 centrifuga per il laboratorio di diagnostica ospedaliera; 2 dermoscopi che consentono di visualizzare su schermo la pelle del paziente mantenendo la giusta distanza di sicurezza anti-covid; e per l’ospedale di Montichiari: 1 cappa a flusso laminare per il laboratorio di analisi, 2 monitor, 5 pulsossimetri, 1 sonda cardiologica, 500 maschere respiratorie.

Poiché le recenti evidenze scientifiche hanno mostrato come il Covid 19 abbia un impatto anche sull’apparato cardiovascolare (7% di pazienti affetti da cardiopalmo e 44% da aritmie) Fondazione Spedali Civili sosterrà le spese per un follow up con un esame Holter 24 ore. L’accertamento consentirà di valutare fenomeni di aritmie, la presenza di apnee notturne e di approfondire il profilo pressorio. Inizialmente interesserà i pazienti cardiologici e sarà, poi, esteso a tutti i pazienti Covid dimessi dall’ospedale Civile.

Con la dimissione dei primi pazienti guariti è stato necessario garantire che non fossero veicolo di infezione, anche con la propria biancheria. Per questo la Fondazione ha commissionato la realizzazione di oltre 1000 Kit monuso (lenzuola, federe, salviette, mascherine, teli) che sono stati consegnati al momento della dimissione o all’ingresso nel «Centro Paolo VI», per i pauci sintomatici che non potevano fare rientro a casa.

Molti dei medici e degli infermieri che hanno lavorato senza sosta per intere settimane non potevano, o perché lontani o per salvaguardare i propri congiunti da possibili contagi, rientrare nelle proprie abitazioni. La Fondazione ha così sostenuto i costi di circa 520 pernottamenti e, in favore di tutti i dipendenti, per i mesi di marzo e aprile ha coperto le spese di mensa e parcheggio che sono state rimborsate in busta paga. Un gesto concreto, il cui valore economico è di 250.000 euro, per rigraziarli del costante lavoro svolto nelle fasi più critiche della pandemia.

La situazione di grave emergenza sanitaria di questi mesi può avere effetti, anche persistenti nel tempo, dal punto di vista psicologico e talvolta psichiatrico. Gli impatti psicologici maggiori riguardano, oltre che gli operatori sanitari impegnati in prima linea, persone con disturbi psichiatrici. Gli psicologi dei Cps (Centro Psico-sociale) 1, 2, 3, 4 stanno predisponendo, in collaborazione con l’Unità operativa Psicologia clinica e del benessere psicologico, un servizio di Help Line. L’intervento consterà di un primo triage con un contatto telefonico. La consulenza può durare fino a 3 contatti di sostegno. Dopo il triage possono essere strutturati colloqui psicologici e/o trattamenti farmacologici con invio al medico di medicina generale o allo specialista psichiatra del Cps o, in caso di gravi reazioni peritraumatiche, l’immediato invio alla valutazione specialistica. Verranno reclutati 3 psicologici/psicoterapeuti con un impegno di 25 ore settimanali per un tempo stimato di due anni e l’intero costo del progetto sarà finanziato dalla Fondazione.

La quantità e frequenza di ricoveri nelle terapie intensive dell’Ospedale Civile ha messo in evidenza come sia importante poter accedere in tempo reale ai dati clinici dei pazienti. Per questa ragione è allo studio un progetto, che verrà sostenuto dalla Fondazione, per la realizzazione della cartella sanitaria elettronica per questi reparti.

La fenomenologia e casistica dell’infezione Covid come si è manifestata in Lombardia, particolarmente nelle province di Brescia e Bergamo, ha destato notevole interesse da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. E’ stato predisposto dall’Ospedale Civile, dall’Università degli Studi di Brescia e dall’Ospedale Besta di Milano un progetto denominato Brescia Hub per lo studio dei dati e la loro messa a disposizione su di una piattaforma web, la cui realizzazione sarà finanziata dalla Fondazione.

Infine, il Coronavirus impone nuove regole di comportamento ed è fondamentale la maggior diffusione possibile delle buone pratiche che ogni cittadino deve adottare per evitare la diffusione del contagio.

Per questo abbiamo deciso di supportare economicamente una campagna di comunicazione che verrà diffusa negli ambulatori, saranno, inoltre realizzati 6 videoclip per diffondere i corretti comportamenti su come vivere al tempo del coronavirus per minimizzare i rischi per sè e per gli altri.

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Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto

Con il vostro aiuto abbiamo realizzato 20 posti di terapia intensiva, sostenuto iniziative di accompagnamento dei pazienti Covid in dimissione, acquistato dispositivi diagnostici, supportato il progetto di consulenze telefoniche per stress post-covid, fornito strumenti di welfare aziendale per gli operatori sanitari, promosso studi di ricerca cardiologica per follow-up di pazienti Covid, sostenuto l’informatizzazione delle cartelle cliniche nelle terapie intensive, dotato di ecografi portatili le ostetriche che visitano a domicilio le gestanti con Covid, favorito la realizzazione di video per la diffusione di comportamenti corretti in periodo Covid. Altri importanti progetti sono in cantiere. Anche il più piccolo contributo è stato e sarà un grande gesto di solidarietà.

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Ecco come abbiamo utilizzato le vostre donazioni

RINGRAZIAMENTI
“Lunedì 9 marzo abbiamo iniziato a raccogliere le vostre donazioni. Avete risposto subito e avete risposto in tanti per aiutare gli Spedali Civili ad affrontare l’emergenza coronavirus.

A tutti voi, persone fisiche, aziende, associazioni, banche, studi professionali, gruppi di amici, artigiani, professionisti, il nostro grazie.
Di cuore.”

PROGETTI REALIZZATI
La vostra generosità non ha un prezzo, ma ha un valore, molto concreto: due milioni di euro.
Grazie a voi, Fondazione Spedali Civili ha potuto realizzare 20 postazioni complete di terapia intensiva ed acquisto di tutti dispositivi necessari per allestire le postazioni, attualmente già in funzione.

Non solo.

Gli operatori sanitari che lavorano a stretto contatto con i pazienti mettono a rischio la loro salute, e per alcuni l’isolamento presso le proprie case è complicato; i turni lunghi e la fatica del lavoro rendono difficile, per chi abita lontano, affrontare il viaggio di ritorno. Abbiamo potuto pagare le spese pernottamento fuori casa di operatori sanitari dell’ASST Spedali Civili.

Gli aiuti hanno interessato anche i Presidi di Gardone Valtrompia e Montichiari dove le amministrazioni comunali e le realtà produttive della zona hanno dimostrato concreta sensibilità.
Le immagini si riferiscono a:

  • Attività di realizzazione di postazioni di terapia intensiva in ambienti precedentemente destinati ad altre attività ospedaliere.
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Comunicato stampa, emergenza Covid-19, le donazioni potranno avvenire tramite Bancomat PAY®

Crowdfunding per sostenere la Fondazione Spedali Civili di Brescia e finanziare l’acquisto di sistemi di protezione per gli operatori sanitari le donazioni potranno avvenire tramite Bancomat PAY®

BANCOMAT S.p.A., leader del mercato dei pagamenti con carta di debito in Italia, ha deciso di istituire un crowdfunding per sostenere l’ASST Spedali Civili di Brescia, convogliando le donazioni alla Fondazione Spedali Civili di Brescia, con l’obiettivo di contribuire all’acquisto di sistemi di protezione per gli operatori sanitari nei presidi ospedalieri di Brescia, Montichiari e Gardone Val Trompia, in considerazione della grave emergenza che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario bresciano.

La donazione è disponibile per tutti gli utenti BANCOMAT Pay®, il servizio digitale che permette di donare in modo semplice, rapido e sicuro tramite smartphone e che conta oggi 9 milioni di utenti registrati e 148 banche aderenti.

Per donare alla Fondazione Spedali Civili di Brescia, dopo aver scaricato l’App BANCOMAT Pay® oppure attraverso le App delle Banche aderenti a BANCOMAT Pay®, basterà aggiungere ai propri contatti il numero 3336170354, selezionare “invia denaro” e digitare l’importo, con la possibilità di aggiungere anche un messaggio personalizzato. Maggiori dettagli su https://bancomat.it/it/dona-con-bancomat-pay e su www.fondazionespedalicivili.it.

Una donazione di 25 Euro consentirà alla Fondazione di disporre dei fondi necessari per l’acquisto di un kit completo giornaliero di dispositivi per la protezione individuale degli operatori sanitari ( mascherina, guanti, camice idrorepellente, visore, cuffia, calzari).

I clienti di UBI Banca potranno effettuare gratuitamente la propria donazione accedendo all’app UBI Banca, dove troveranno in automatico in rubrica la Fondazione Spedali Civili di Brescia, senza necessità di salvarla tra i propri contatti. L’operazione è molto semplice: basta cliccare sulla barra in alto “cosa vuoi fare”, selezionare “invio denaro BPAY”, cliccare “aggiorna rubrica”, cercare e selezionare la Fondazione Spedali Civili, inserire l’importo e confermare la donazione.

“Sono molto orgogliosa dell’incredibile risposta di tutto il personale tecnico e sanitario di ASST Spedali Civili di Brescia all’emergenza causata dal coronavirus. L’obiettivo dalle Fondazione Spedali Civili è fornire ai presidi di Brescia, Gardone Val Trompia e Montichiari le strumentazioni per aumentare le postazioni di terapia intensiva e i dispositivi di protezione individuale necessari ai medici e agli infemieri per svolgere in sicurezza il loro lavoro” dichiara Marta Nocivelli, Presidente della Fondazione Spedali Civili Brescia. “Rivolgo un caloroso ringraziamento a Bancomat S.p.A., al sistema bancario, ma in particolare a UBI Banca che ci affianca ormai da tempo, per averci scelto per questa importante ed innovativa iniziativa di crowdfunding”.

“Siamo contenti di poter mettere a disposizione il nostro servizio BANCOMAT Pay® per rendere accessibile e veloce il contributo di tutti noi a uno dei territori maggiormente colpiti dal Covid-19. BANCOMAT S.p.A. insieme ai 9 milioni di utenti BANCOMAT Pay® scende così in campo per sostenere il Paese di fronte a questa emergenza sanitaria” dichiara Alessandro Zollo, Amministratore Delegato di BANCOMAT S.p.A.

“Siamo lieti che Bancomat S.p.A. abbia scelto gli Spedali Civili di Brescia per l’iniziativa di crowdfunding, a testimonianza del grandissimo impegno prestato dall’Ente, in risposta alla grave emergenza sanitaria che sta mettendo a dura prova il nostro Paese” afferma Marco Franco Nava, Direttore della Macro Area Territoriale Brescia e Nord Est di UBI Banca. “Questa campagna di raccolta fondi è una delle iniziative messe in atto con la collaborazione di UBI Banca, per continuare a dare risposte concrete ed efficaci ai bisogni della comunità, con particolare riguardo a Brescia, cuore del nostro territorio”.

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Testimonianze di chi ci sostiene

Buon pomeriggio a tutti voi, che ogni giorno, da quando tutto ha avuto inizio, siete lì a lottare, faticare, perdendo ore di sonno, riposo e perdendo anche il contatto con le vostre famiglie. GRAZIE, GRAZIE di cuore!
Molte cose hanno assunto un valore diverso in questi giorni, in queste settimane: impossibile non accorgersene, non parlarne. Quando non ce lo diciamo tra colleghi, ce lo riportano i parenti o la radio, la televisione o gli amici, i social network o gli insegnanti, come la quotidianità quando parte al mattino, la prospettiva del domani quando si presenta alla sera. E’ come se di colpo tutto ci riguardasse.
In molti ci stanno ricordando come anche le parole non stiano a guardare e alcune abbiano già un suono e un senso diverso: virale, contaminarsi, tempo, chiudere, velocità, coinvolgimento, rallentare, convivenza ….
Lasciamo all’inglese lo smart working e chiediamo all’italiano di tornare ad usare _Comunità_, perché se è vero che la situazione che stiamo vivendo pare surreale, il reale è quello in cui non possiamo darci la mano ma doverosamente possiamo “dare una mano”.
E così, abbiamo deciso di non far venire meno il nostro sostegno. Da anni, grazie alla sensibilità di chi ci guida (fam.OMISSIS) abbiamo un gruppo di lavoro interno, chiamato community telmotor, dedicato ai progetti sociali.
In questi giorni, abbiamo scelto diversi ospedali dei nostri territori.
Non potevamo non esserci. Lo sappiamo che è solo un piccolo contributo ma speriamo possa portarvi un minimo di “ossigeno”, lo sappiamo che ne serve molto !
Abbiamo versato sull’iban indicato sul sito € OMISSIS.
(ovviamente facciamo tutto questo in silenzio e non vogliamo minimamente utilizzare questa situazione per avere visibilità).
Che il nostro grazie possa arrivare a tutto il grande ospedale che siete!

Grazie davvero


Gentilissimi,
mi presento: sono OMISSIS dell’Università di Hanoi, Vietnam.
In questi giorni abbiamo letto tante notizie sulla situazione coronavirus da Voi. Siamo molo tristi. Vi siamo vicine in questo momento difficile.
Vorremmo fare qualche donazione al Vostro ospedale per l’acquisto di attrezzature e dispositivi di protezione e di terapia intensiva per i pazienti di coronavirus. Tuttavia, non abbiamo il conto corrente italiano e potremmo mandare i soldi solo via carta di credito (Master/Visa card).
Potreste darmi le indicazioni su come mandarVi i soldi di donazione via le carte di credito?
Grazie mille per la Vostra gentilezza.
Vi auguro buone cose.
Cordiali saluti,

Ms.OMISSIS
Student Supervisor
Vice Director
Italian language and culture and International Mobility Center
Hanoi University
Hanoi – Vietnam

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