Ecco i progetti per l'Ospedale di Montichiari - Fondazione Spedali Civili - Brescia
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Ecco i progetti per l’Ospedale di Montichiari

Grazie alla raccolta fondi avviata da BCC del Garda, Fondazione ha potuto realizzare diversi progetti

Progetto accessi vascolari

Nel presidio di Montichiari è stato avviato e coordinato dal Servizio Anestesia il progetto relativo agli accessi vascolari, nato dall’esigenza delle unità operative di una corretta valutazione per l’impianto di devices come i minimidline, i midline e i Picc. Inserire il catetere per le flebo con monitoraggio ecografico serve ad evitare che si sviluppino ematomi che chiudono le vene del braccio, ciò consente di mantenere sane le vene stesse perché una volta ostruite non sono più utilizzabili e rendono sempre più difficile trovare accessi venosi liberi. L’ecografo, oltre ad essere un presidio necessario per qualsiasi tipologia di catetere vascolare a media e lunga permanenza durante l’emergenza Covid, si è rivelato necessario anche a scopo diagnostico-terapeutico, per i pazienti ricoverati (Ecocardiogramma, Ecografia vascolare – arti inferiori, tronchi sovraaortici – Ecografia addome). Questo strumento è stato, inoltre, utilizzato nell’ambito della ricerca clinica, in particolare riguardo agli studi eseguiti focalizzati sulla casistica di polmoniti da Sars-Cov-2, che si sono tradotti in varie pubblicazioni scientifiche.

Progetto Cardiologia

Durante l’emergenza sanitaria in Cardiologia è stato necessario dotarsi di un ulteriore elettrocardiografo. Si è così deciso per l’acquisto di un device di ultima generazione che ha permesso di ottenere un deciso miglioramento in termini di velocità d’esecuzione, qualità del referto e possibilità di archiviazione, contribuendo così a rendere più efficace ed efficiente, a tutte le unità operative e i servizi dell’Ospedale di Montichiari, la gestione della pandemia.

Progetto Virologia Covid-19

Nella fase più critica dell’emergenza sanitaria è stato necessario incrementare la capacità di processare i diversi campioni per infezione da Sars-CoV-2 che arrivavano alla sezione di Virologia Covid-19 del Laboratorio analisi. Per impostare un’azione di raccolta, conservazione e stoccaggio coordinata è stato essenziale dotarsi di un congelatore verticale, che raggiungesse i -80° e le cui caratteristiche tecniche rispondessero alle raccomandazione dell’Istituto superiore di sanità. E’ stato inoltre indispensabile dotarsi anche di una ‘Cappa di sicurezza biologia di Classe 2’ per consentire che la sezione Virologia Covid-19 potesse essere accreditata per la ricerca del Coronavirus.

Progetto Blocco Operatorio

L’Ospedale di Montichiari, inaugurato nel 1986, dispone di 4 sale operatorie polivalenti con relative sale di preparazione e risveglio, che garantiscono circa 4.000 interventi l’anno. Alcuni degli arredi e delle attrezzature presenti non rispondevano più ai requisiti oggi richiesti, l’intero blocco operatorio è stato, quindi, ripensato, analizzando e valutando obiettivi e possibili soluzioni. Si è deciso di farlo utilizzando un modello di progettazione partecipata che, coordinato da un ingegnere, ha visto l’attiva partecipazione del personale. E’ stata, inoltre, acquistata una nuova colonna artroscopica per la Sala di Ortopedia e Traumatologia, indispensabile per eseguire interventi di chirurgia mininvasiva ai quali si sono aggiunti, in questi ultimi mesi, gli interventi del nuovo servizio di chirurgia mininvasiva dell’arto superiore.

Progetto Medicina generale

La Medicina generale, dove annualmente vengono ricoverati circa 1.500 pazienti, si trova al quinto piano dell’ospedale ed è divisa in due sezioni con una disponibilità di 54 posti letto. Durante il periodo dell’emergenza Covid-19 il numero dei posti letto è stato aumento a 60 ed è risultata evidente l’importanza di poter disporre di spazi dedicati, arredi idonei alla sanificazione, postazioni di lavoro più funzionali e che consentissero agli operatori di mantenere un corretto distanziamento. Anche in questo caso le modifiche realizzate sono state elaborate secondo un modello di progettazione partecipata. L’acquisto di nuovi arredi ha permesso di avere un distanziamento sociale adeguato con postazioni di lavoro diversificate e locali più organizzati e funzionali.