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Quegli anticorpi la cui memoria è così importante

Come si svolgerà il progetto di ricerca CoronAId-Iperimmuni. Il caso Ebola ha reso evidente come trasfusioni di plasma iperimmune siano state fondamentali nell’affrontare con successo quella grave patologia. Queste infusioni…

non rappresentano una cura definitiva, ma grazie all’alto contenuto di anticorpi neutralizzanti sostengono il sistema immunitario del paziente e, per così dire, lo aiutano ad attrezzarsi contro l’attacco del virus. Uno dei limiti della raccolta di plasma mediante aferesi è, però, l’alto numero di donatori necessari per coprire l’intero fabbisogno in caso di pandemia, oltre poi alla necessità di ulteriori trattamenti e analisi per verificare che non siano veicolo di altre patologie trasmissibili.
Il progetto CoronAId-Iperimmuni si pone l’ambizioso obiettivo di ‘saltare’ questo passaggio creando una banca dati contenente migliaia di sequenze di geni per anticorpi, detti ‘neutralizzanti’, diretti contro SARS-CoV2. I geni saranno isolati da una popolazione selezionata di linfociti B, detti della memoria, che hanno la capacità di riconoscere la proteina Spike di SARS-CoV2.
I linfociti B hanno origine nel midollo osseo, il loro scopo è riconoscere antigeni estranei al nostro organismo; una volta che li hanno ‘incontrati’ (in questo caso proteine prodotte dal virus SARS-CoV2) si attiva una prima risposta del nostro sistema immunitario (quella che genera le IgM), a cui fa seguito la produzione di cellule B della memoria virus-specifiche e il rilascio di forme solubili di anticorpi protettivi del tipo IgG1. Le cellule B della memoria, che esprimono anticorpi ad alta affinità con il virus, espletano un ruolo chiave nel proteggerci da eventuali infezioni successive dello stesso virus.
Lo studio dei geni delle immunoglobuline (la cui sigla è Ig) della ricerca finanziata dalla Fondazione Spedali Civili si concentrerà soprattutto su quelle del tipo IgG. Va detto che di queste ultime esistono diverse sottoclassi (IgG1, IgG2, IgG3 e IgG4) con funzioni specifiche e durata di azione variabile. Ecco perché è così importante il ruolo degli Spedali Civili che, attraverso il proprio database e studi sierologici dedicati, saranno in grado di individuare quelle persone che, ammalatesi di Covid-19, guarite e con doppio tampone negativo, hanno un’elevata concentrazione nel sangue di una particolare sottoclasse di IgG (IgG1) con azione duratura e protettiva contro il SARS-CoV2.
L’ipotesi di partenza del progetto è più semplice di quanto non sia poi, ovviamente, la sua concreta realizzazione: se si riescono a isolare dai linfociti B anti-SARS-CoV2 di donatori di plasma iperimmune le sequenze genetiche delle immunoglobuline, potrebbe poi essere possibile riprodurle sinteticamente in quantità teoricamente illimitate. Il progetto CoronAId-Iperimmuni trarrà benefici da uno studio finanziato di recente da Fondazione Cariplo (multicentrico coordinato sempre dall’Ifom in partnership con l’Università degli Studi di Brescia, l’Asst Spedali Civili, l’Università degli Studi di Milano, l’Asst Santi Paolo e Carlo e l’IBM di Zurigo) che mira a utilizzare l’intelligenza artificiale e modelli di simulazione di interazioni anticorpo-antigene per selezionare un pool complesso di immunoglobuline anti SARS-CoV2, vale a dire quelle a più elevato potere neutralizzante.

Stefano Casola

Stefano Casola (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare, IFOM, Milano), principal investigator di Ifom, promotore dello studio. Esperienza in immunologia cellulare e molecolare con focus su linfociti B e sulla genetica degli anticorpi. L’unità sarà responsabile della generazione di librerie di geni anticorpali da linfociti B isolati da pazienti COVID-19 convalescenti. L’unità si occuperà anche della sintesi in forma ricombinante di anticorpi umani anti-SARS-CoV2 a potere neutralizzante, della loro validazione pre-clinica e dello sviluppo di un test sierologico ELISA per la quantifica dei livelli circolanti di tutte le classi e sottoclassi di anticorpi anti-SARS-CoV2.

 

Raffaele Badolato

Raffaele Badolato (Spedali Civili di Brescia e Università di Brescia), direttore della Scuola di specializzazione di Pediatria dell’Università di Brescia, esperienza in studi delle basi cellulari dei difetti immunitari di pazienti con immunodeficienze congenite. L’unità sarà responsabile della raccolta del materiale biologico da pazienti COVID-19 pediatrici e collaborerà con l’Unità del Dr Casola nell’isolamento di linfociti B reattivi contro il virus SARS-CoV2.

 

 

Camillo Almici

Camillo Almici (Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, ASST Spedali Civili di Brescia), direttore Servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell’Asst Spedali Civili, esperienza nell’identificazione citofluorimetrica di Cellule Endoteliali Circolanti come marker di danno endotelaile in corso di trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche e di endotelialite da Covid-19; studi di medicina rigenerativa mediante la combinazione di cellule stromali mesenchimali, scaffold e sensori per il monitoraggio della proliferazione cellulare. L’unità sarà responsabile della selezione ed arruolamento dei pazienti adulti Covid-19 convalescenti, la successiva separazione delle cellule mononucleate e la loro distribuzione alle altre unità partecipanti al progetto.